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Quattro vizi che ogni club Pro Clubs ha (e come uscirne)

"Stasera ci siete?", liste copiate, sostituzioni a caso, rage quit. Si puo' fare meglio.

Cover editoriale: Quattro vizi che ogni club Pro Clubs ha (e come uscirne)

Tutti i club Pro Clubs cadono prima o poi in qualcuno di questi quattro vizi: "stasera ci siete?" mandato in chat il pomeriggio della partita, liste copiate a mano in una nota WhatsApp, sostituzioni decise senza criterio in pieno match, rage quit a 30 secondi dalla fine. Non e' colpa del singolo: e' come si comportano i gruppi di 10-20 persone organizzate via chat quando manca uno strumento di coordinamento.

1. "Stasera ci siete?"

E' il vizio madre. La partita e' programmata mentalmente da settimane (fanno il martedi' sera, sempre), ma nessuno ha mai messo nero su bianco un appuntamento condiviso. Cosi' alle 17:30 del martedi' qualcuno apre la chat e scrive "raga oggi ci siete?". Da quel momento partono trenta messaggi spalmati in due ore.

Il problema non e' che nessuno vuole rispondere. E' che la chat di squadra non e' uno strumento di RSVP: e' uno strumento di conversazione, dove le risposte si perdono mescolate ai meme, ai meeting di lavoro condivisi, agli auguri per il compleanno di Davide. ElevenBase risolve questo vizio sostituendo i 30 messaggi con un solo link.

2. La lista copiata a mano

Variante meno clamorosa ma piu' insidiosa. Capitano ordinato decide di smettere di affidarsi alla chat e crea una nota su WhatsApp: "Convocati di stasera". La aggiorna a mano ad ogni "ok ci sono". E' un metodo che funziona ma costa una mezz'ora di lavoro a sessione, ogni sessione. Su una stagione di 30 partite fa 15 ore di mansione amministrativa.

Quindici ore non sono niente in valore assoluto, ma sono il tipo di carico che rende il ruolo di "quello che organizza" insostenibile sul lungo periodo. La maggior parte dei founder che mollano un club non lo fanno perche' non gli piaccia piu' giocare: lo fanno perche' sono stanchi di copiare nomi a mano.

3. Le sostituzioni decise senza criterio

Questo vizio si manifesta dopo il fischio d'inizio. La partita gira male da dieci minuti, qualcuno chiede in vocale "cambio?", il founder dice "ok dai, dentro Marco, fuori chi?". Risponde Pippo, che pero' e' un terzino, mentre Marco e' un centrocampista. Si ribilancia il modulo, ma intanto si e' perso un goal su contropiede.

ElevenBase non gioca al posto tuo, ma riduce il rumore decisionale a monte. La rosa con ruolo in campo (POR, ATT, CC e gli altri 8 codici classici) e numero di maglia ti fa vedere a colpo d'occhio chi puo' subentrare a chi senza dover ricordare a memoria.

4. Il rage quit a fine partita

Su questo bisogna essere onesti: non c'e' rimedio software. Quando perdi 4-0 a 30 secondi dalla fine c'e' chi chiude la console e c'e' chi resta a vedere il fischio finale. Il vizio nascosto pero' non e' lo scoramento del momento: e' la convinzione che le proprie statistiche siano definite da quel singolo episodio in cui si e' usciti male.

Vedere le proprie statistiche storiche aiuta a non confondere una serata storta con una crisi. Un giocatore che vede di aver chiuso 22 partite su 25 nella stagione, anche se le ultime tre sono state un disastro, ha gli strumenti per ricordarsi che non e' "uno che molla": e' uno che a volte molla, e che il resto del tempo c'e'.

In chiusura: i vizi sono di tutti

Niente di quello che abbiamo descritto e' una colpa morale. Sono pattern che emergono spontaneamente quando un gruppo si auto-organizza con strumenti generici. Riconoscerli e' il primo passo per smettere di considerarli inevitabili.